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	<title>Alimentazione &#8211; Marianna Gagliano Nutizionista</title>
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	<title>Alimentazione &#8211; Marianna Gagliano Nutizionista</title>
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	<item>
		<title>ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE PER LA MARATONA</title>
		<link>https://mariannagaglianonutrizionista.it/alimentazione-e-idratazione-per-la-maratona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Articolo di Marianna Gagliano – Biologa NutrizionistaSavigliano – Cuneo Preparare una maratona significa curare ogni dettaglio, non solo l’allenamento. L’alimentazione degli ultimi giorni incide in modo determinante sulla stabilità energetica, sulla capacità di mantenere il ritmo e sulla gestione del tratto gastrointestinale. Presentarsi allo start con le riserve di glicogeno piene, un intestino stabile e...]]></description>
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<p><strong>Articolo di Marianna Gagliano – Biologa Nutrizionista</strong><br><strong>Savigliano – Cuneo</strong></p>



<p>Preparare una maratona significa curare ogni dettaglio, non solo l’allenamento. L’alimentazione degli ultimi giorni incide in modo determinante sulla stabilità energetica, sulla capacità di mantenere il ritmo e sulla gestione del tratto gastrointestinale. Presentarsi allo start con le riserve di glicogeno piene, un intestino stabile e un’idratazione adeguata permette di sostenere meglio lo sforzo e di correre con maggiore continuità. È un aspetto che nel mio lavoro di nutrizionista sportiva a Savigliano (Cuneo), emerge spesso con chiarezza: ciò che si mangia e si beve nel pre-gara è parte integrante della performance (Thomas et al., 2016).</p>



<p>Nelle 36–48 ore che precedono la gara, aumentare i carboidrati è la strategia più efficace per saturare le scorte di glicogeno e ridurre il rischio di calo energetico nel finale. È utile preferire carboidrati facilmente digeribili come riso bianco, pane e pasta non integrale, semolino e patate, che non sono verdure ma vere fonti di carboidrati. Questa impostazione è in linea con le ricerche più recenti sulla periodizzazione dei carboidrati negli sport di endurance (Hearris et al., 2018; König &amp; Zdzieblik, 2020).</p>



<p>Nelle 24–36 ore precedenti la maratona è consigliabile ridurre l’apporto di fibre. Non si tratta di rinunciare a un’alimentazione equilibrata, ma di ottimizzare la risposta gastrointestinale durante lo sforzo. Verdure cotte e ben tollerate come carote, zucchine o zucca possono essere inserite in piccole quantità, mentre è preferibile evitare verdure crude, cavoli, broccoli, legumi, cereali integrali , che richiedono tempi di digestione più lunghi e possono causare fastidi intestinali (Costa et al., 2020).</p>



<p>L’idratazione è un altro elemento chiave:una disidratazione, anche lieve, può aumentare la percezione dello sforzo e limitare la capacità di mantenere il ritmo gara (Kenefick, 2018). È utile iniziare a idratarsi almeno 48 ore prima, bevendo con regolarità e senza eccessi. Nelle 24 ore che precedono la gara l’apporto idrico deve rimanere costante; la mattina stessa può essere vantaggioso assumere acqua con sodio oppure una bevanda isotonica, utile per mantenere l’equilibrio idro-salino e migliorare l’assorbimento dei liquidi (Racinais et al., 2021). Il magnesio bisglicinato può aiutare chi tende ai crampi, mentre il potassio è generalmente coperto con una dieta varia.</p>



<p>Tra i disturbi più sottovalutati vi è l’iponatriemia, una condizione in cui la concentrazione di sodio nel sangue si abbassa troppo. Può manifestarsi quando si beve eccessivamente senza reintegrare gli elettroliti, con sintomi come nausea, malessere, testa leggera o difficoltà di concentrazione. È più frequente nei runner che bevono “tanto per sicurezza”, senza considerare i propri reali fabbisogni. Secondo Hew-Butler (2019), la prevenzione non consiste nel bere molto, ma nel bere correttamente: alternare acqua ed elettroliti, non superare i 700–800 ml/h e conoscere le proprie perdite di sodio. Le soluzioni oggi disponibili sono molte, dalle bevande isotoniche alle capsule saline, e una personalizzazione adeguata permette di migliorare sicurezza e performance.</p>



<p>La colazione pre-gara deve essere semplice, prevedibile e testata negli allenamenti. L’obiettivo è garantire una prevalenza di carboidrati, idealmente tra il 70 e l’80% dell’energia totale (Hearris et al., 2018). Le proteine vanno mantenute in piccole quantità e scelte tra quelle più digeribili, come yogurt magro o un uovo se ben tollerato. Esempi efficaci includono pane o fette biscottate con marmellata extra, granola leggera, porridge con fiocchi di riso oppure riso bianco o patate lessate nella versione salata. L’obiettivo è fornire carburante immediatamente disponibile senza appesantire la digestione.</p>



<p>Durante la maratona è importante garantire una disponibilità continua di carboidrati: gel, bevande o soluzioni liquide sono tutte valide opzioni, ma devono essere provate in allenamento e mai improvvisate il giorno della gara (Stellingwerff, 2014; Rodríguez-Rodrigo et al., 2025). La scelta e la distribuzione dipendono dalla tolleranza individuale e dal ritmo gara, ma una buona strategia personalizzata permette di prevenire crisi energetiche e mantenere una progressione più stabile.</p>



<p>Anche la caffeina può essere utile, soprattutto nella seconda parte della maratona, perché riduce la percezione della fatica e migliora l’attenzione. Una meta-analisi del 2020 ha evidenziato un miglioramento della performance del 2–4% con dosi di 3–6 mg/kg (Grgic et al., 2020). Tuttavia non è adatta a tutti: per alcune persone può aumentare tachicardia o disturbi intestinali. Per questo motivo dovrebbe essere usata solo se già testata.</p>



<p>I crampi, infine, nascono da fattori multipli: idratazione non ottimale, squilibri di sodio, scorte di glicogeno insufficienti, ritmo gara troppo elevato e minor condizionamento neuromuscolare. Anche partire troppo forte o assumere carboidrati in modo irregolare può aumentare il rischio. L’obiettivo è integrare correttamente idratazione, alimentazione e gestione del ritmo in base alle caratteristiche individuali.</p>



<p>Curare l’alimentazione pre-gara significa rispettare il proprio corpo e valorizzare il lavoro fatto nei mesi di preparazione. Ogni runner ha esigenze differenti: costruire una strategia nutrizionale personalizzata permette di affrontare la maratona con energia, sicurezza ed equilibrio.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bibliografia</strong></h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Thomas DT, Erdman KA, Burke LM. Nutrition and Athletic Performance. J Acad Nutr Diet. 2016;116(3):501–528.</li>



<li>Hearris MA, Hammond KM, Fell JM, Morton JP. Carbohydrate periodization for endurance athletes: a review. Sports Med. 2018;48(5):929–945.</li>



<li>König D, Zdzieblik D. Carbohydrates in Sports Nutrition. German J Sports Med. 2020;71(7-8-9):253–260.</li>



<li>Costa RJS, Snipe RMJ, Kitic CM, Gibson PR. Systematic review: exercise-induced gastrointestinal symptoms. Sports Med. 2020;50(1):1–15.</li>



<li>Kenefick RW. Drinking strategies: planned drinking vs drinking to thirst. Sports Med. 2018;48(7):1531–1541.</li>



<li>Racinais S, Ihsan M, Taylor L, et al. Hydration and thermoregulation strategies for endurance athletes. Int J Sports Physiol Perform. 2021;16(7):948–955.</li>



<li>Hew-Butler T. Exercise-associated hyponatremia. Front Horm Res. 2019;52:178–189.</li>



<li>Stellingwerff T, Cox GR. Carbohydrate strategies for endurance athletes. J Sports Sci. 2014;32(1):1–10.</li>



<li>Rodríguez-Rodrigo MA, Miguel-Ortega A, Mielgo-Ayuso J, Calleja-González J. Triathlon: Ergo nutrition for training, competing and recovering. Nutrients. 2025;17:1846.</li>



<li>Grgic J, Trexler ET, Lazinica B, Pedisic Z. Effects of caffeine on endurance performance: systematic review and meta-analysis. Sports Med. 2020;50(11):2235–2251.</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>DIABETE E NUTRIZIONE</title>
		<link>https://mariannagaglianonutrizionista.it/nutrizione-e-diabete-prevenire-prediabete-e-insulino-resistenza-secondo-le-evidenze-scientifiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 08:56:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Diabete e prediabete: evidenze scientifiche per una prevenzione efficace Articolo a cura di Marianna Gagliano – Biologa Nutrizionista, Savigliano (Cuneo) Il 14 novembre, Giornata Mondiale del Diabete, è sempre un momento prezioso per fermarsi e riflettere su un tema che riguarda milioni di persone in Italia: la prevenzione e la gestione di diabete, prediabete e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Diabete e prediabete: evidenze scientifiche per una prevenzione efficace</h1>



<p><em>Articolo a cura di Marianna Gagliano – Biologa Nutrizionista, Savigliano (Cuneo)</em></p>



<p>Il <strong>14 novembre</strong>, Giornata Mondiale del Diabete, è sempre un momento prezioso per fermarsi e riflettere su un tema che riguarda milioni di persone in Italia: la prevenzione e la gestione di <strong>diabete</strong>, <strong>prediabete</strong> e <strong>insulino-resistenza</strong>.</p>



<p>Oggi sappiamo con certezza che il diabete tipo 2 non è un destino immutabile. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che modifiche mirate allo stile di vita possono evitare la progressione della malattia, migliorare la qualità di vita e, in molti casi, invertire una traiettoria metabolica considerata “a rischio”.</p>



<p>Nel mio lavoro quotidiano come nutrizionista a <strong>Savigliano</strong>, in provincia di <strong>Cuneo</strong>, vedo quanto sia importante accompagnare le persone in percorsi personalizzati, perché non esistono soluzioni uguali per tutti: esistono storie, abitudini, orari, emozioni, e differenti modi di vivere il proprio corpo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il prediabete: una condizione da riconoscere in tempo</strong></h2>



<p>Il <strong>prediabete</strong> descrive una situazione in cui la glicemia è più alta del normale, ma non così alta da essere classificata come diabete tipo 2.<br>È una fase in cui l’organismo sta iniziando a fare più fatica a gestire il glucosio: una sorta di “prima crepa” nel sistema metabolico.</p>



<p>E gli studi ci dicono che è proprio qui che intervenire funziona di più.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Una meta-analisi su <strong>23.684 partecipanti</strong> ha evidenziato che gli interventi sullo stile di vita riducono del <strong>41%</strong> l’insorgenza di diabete e aumentano del <strong>44%</strong> il ritorno alla normoglicemia.</li>



<li>Un’altra analisi pubblicata su <em>The Lancet</em> nel 2022 ha confermato l’efficacia di programmi completi di stile di vita in diverse popolazioni e contesti.</li>
</ul>



<p>&#8211; Il prediabete non è un “quasi diabete”: è una <strong>finestra di opportunità</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Diabete tipo 2: si può ancora intervenire?</strong></h2>



<p>Assolutamente sì.<br>Anche a diagnosi già avvenuta, un percorso di cura ben strutturato può migliorare considerevolmente glicemia, energia, peso, infiammazione e qualità di vita.</p>



<p>Una meta-analisi del 2024 ha mostrato che l’associazione di metformina a interventi sullo stile di vita riduce ulteriormente HbA1c e rischio di diabete, ma gli autori sottolineano che <strong>l’efficacia maggiore resta nelle modifiche quotidiane</strong>: proprio quelle che spesso vengono sottovalutate.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Alimentazione e prevenzione: cosa dicono le evidenze</strong></h2>



<p>Senza entrare troppo nel dettaglio tecnico, ci sono alcuni principi chiave che supportano in modo scientifico chi vive una condizione di diabete o insulino-resistenza:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Più fibre e verdure</strong></h3>



<p>Aiutano a rallentare l’assorbimento degli zuccheri, aumentano la sazietà e migliorano il microbiota.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Carboidrati di qualità</strong></h3>



<p>Cereali integrali, legumi, riso integrale, avena e carboidrati complessi risultano associati a un rischio più basso di diabete.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Abbinare sempre carboidrati + proteine + grassi buoni</strong></h3>



<p>Questo semplice accorgimento stabilizza la glicemia e “alleggerisce” il carico sul pancreas.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Spezie e composti utili</strong></h3>



<p>Cannella, zenzero, curcuma, rosmarino, aglio, omega-3 e polifenoli supportano metabolismo e infiammazione in modo naturale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Controllo del peso</strong></h3>



<p>Negli studi, perdere anche solo il <strong>5–7% del peso corporeo</strong> migliora sensibilità insulinica e riduce il rischio di diabete.</p>



<p>Si tratta di scelte quotidiane, semplici ma estremamente efficaci se integrate in un percorso personalizzato.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Attività fisica: uno strumento potente</strong></h2>



<p>L’attività fisica è considerata a tutti gli effetti una “terapia metabolica”.<br>Una review del 2014 ha dimostrato che aumentare il movimento riduce in modo significativo l’insorgenza di diabete.</p>



<p>Le raccomandazioni generali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>150 minuti settimanali di attività moderata</li>



<li>oppure 75 minuti di attività intensa</li>



<li>2–3 sessioni di forza a settimana</li>
</ul>



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<p>E un consiglio semplice ma potentissimo:<br> <strong>10 minuti di camminata dopo i pasti</strong> migliorano la glicemia post-prandiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Stress e sonno: due protagonisti sottovalutati</strong></h2>



<p>Il cortisolo, l’ormone dello stress, aumenta la glicemia.<br>La mancanza di sonno riduce la sensibilità insulinica anche del 20–30% il giorno successivo.</p>



<p>Sono aspetti che spesso vengono ignorati, ma che nel lavoro clinico mostrano risultati immediati quando vengono migliorati con piccole abitudini quotidiane.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Microbiota intestinale: un alleato del metabolismo</strong></h2>



<p>Il microbiota non è solo un “organo dimenticato”: influenza infiammazione, assorbimento dei nutrienti, fame, sazietà e sensibilità insulinica.<br>Alimenti ricchi di fibra, varietà vegetale e cibi fermentati aiutano a creare un terreno metabolico più favorevole.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché affidarsi a un nutrizionista fa davvero la differenza</strong></h2>



<p>La scienza lo conferma: non basta sapere cosa dovremmo mangiare… serve un piano strutturato e adattato alla persona.</p>



<p>Una review del 2023 su oltre 17.000 partecipanti ha dimostrato che le persone con prediabete preferiscono interventi guidati, continui e personalizzati rispetto a soluzioni generiche o farmacologiche.</p>



<p>Un supporto nutrizionale professionale permette di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interpretare dati clinici e segnali del corpo</li>



<li>costruire pasti sostenibili</li>



<li>agire su sonno, stress, emozioni e microbiota</li>



<li>creare abitudini durature</li>



<li>accompagnare nel tempo senza giudizio</li>
</ul>



<p>Ogni persona è diversa: serve un percorso cucito su misura.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione: il futuro metabolico si costruisce nelle scelte di oggi</strong></h2>



<p>La ricerca è chiara: intervenire su alimentazione, movimento, stress, sonno e microbiota può trasformare radicalmente la traiettoria del metabolismo.<br>Che tu sia in <strong>prediabete</strong>, in <strong>insulino-resistenza</strong>, o abbia già una diagnosi di <strong>diabete</strong>, non sei in ritardo.</p>



<p>Ogni giorno è un’occasione per iniziare.</p>



<p><strong>E se senti che è il momento di iniziare, puoi farlo con un supporto professionale dedicato.</strong><br></p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Bibliografia</strong></h1>



<p>Chai, X., et al. (2025). <em>Effects of lifestyle interventions on the prevention of type 2 diabetes mellitus and reversion to normoglycemia in adults with prediabetes: Meta-analysis of 31 RCTs.</em> Diabetes Research &amp; Clinical Practice.</p>



<p>Sagastume, D., et al. (2022). <em>The effectiveness of lifestyle interventions on type 2 diabetes incidence among at-risk populations in LMICs.</em> eClinicalMedicine (The Lancet).</p>



<p>Knowler, W. C., et al. (2002). <em>Reduction in the incidence of type 2 diabetes with lifestyle intervention or metformin.</em> New England Journal of Medicine. Diabetes Prevention Program (DPP).</p>



<p>Estruch, R., et al. (2013). <em>Primary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet (PREDIMED).</em> New England Journal of Medicine.</p>



<p>Colberg, S. R., et al. (2016). <em>Physical activity/exercise and diabetes: A position statement of the American Diabetes Association.</em> Diabetes Care.</p>



<p>Gurung, M., et al. (2020). <em>Role of gut microbiota in type 2 diabetes pathophysiology.</em> Molecular Metabolism.</p>



<p>Reutrakul, S., &amp; Van Cauter, E. (2018). <em>Sleep and diabetes risk.</em> Sleep Medicine Clinics.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LEUCINA E SPORT:IL RUOLO CHIAVE DI QUESTO AMMINOACIDO NELLA NUTRIZIONE SPORTIVA</title>
		<link>https://mariannagaglianonutrizionista.it/leucina-e-sportil-ruolo-chiave-di-questo-amminoacido-nella-nutrizione-sportiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 21:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Leucina e nutrizione sportiva: perché questo amminoacido è così importante per chi si allena Chi fa sport in modo costante, che sia in palestra, in piscina, su strada o in pista, prima o poi si imbatte in un nome che ricorre sempre più spesso: leucina. Non è un termine nato per moda, non è un...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Leucina e nutrizione sportiva: perché questo amminoacido è così importante per chi si allena</h2>



<p>Chi fa sport in modo costante, che sia in palestra, in piscina, su strada o in pista, prima o poi si imbatte in un nome che ricorre sempre più spesso: leucina. Non è un termine nato per moda, non è un “integratore miracoloso” e non è neppure una parola legata solo al mondo del bodybuilding. La leucina è un amminoacido essenziale, cioè una molecola che il nostro corpo non è in grado di produrre da solo e che dobbiamo introdurre attraverso l’alimentazione. Negli ultimi anni è diventata centrale nella nutrizione sportiva perché ha un ruolo chiave nel modo in cui il nostro organismo costruisce, ripara e utilizza il tessuto muscolare. Conoscere come funziona e quando può essere utile o inutile  è fondamentale per qualsiasi sportivo, dal principiante al triatleta, dal ciclista al ragazzo che vuole aumentare massa muscolare, dall’adulto che si allena tre volte a settimana a chi fa due sedute al giorno.</p>



<p>La prima cosa da chiarire è che la leucina non è semplicemente un componente delle proteine: è un segnale biologico. È l’amminoacido che attiva la sintesi proteica muscolare, cioè il processo attraverso cui il corpo ripara le fibre danneggiate dall’allenamento e le ricostruisce più forti ed efficienti. Se volessimo usare una metafora, la leucina è l’interruttore che accende il cantiere, ma non è l’edificio né i materiali. Gli altri amminoacidi essenziali sono i mattoni, gli operai e il cemento: senza di loro, la costruzione non avviene. Per questo motivo, assumere leucina isolata o solo una miscela di BCAA non equivale a fornire al corpo tutto ciò che serve per costruire nuova massa muscolare.<br> Il segnale parte, ma mancano i materiali. È il motivo per cui nella maggior parte dei casi una proteina completa come le whey  protein  oppure l&#8217;albume, lo  yogurt greco, la carne, il pesce o tofu ,risulta più utile e più efficace dei soli BCAA.</p>



<p>La ricerca scientifica ha mostrato che per attivare efficacemente la sintesi proteica muscolare servono circa due o tre grammi di leucina per pasto, una quantità che si raggiunge con venti o venticinque grammi di proteine complete. <br>È una soglia importante, perché aiuta a capire che il pasto post-allenamento non può essere improvvisato o leggero. Se dopo l’allenamento ci limitiamo a un frutto, a uno snack casuale o a una bevanda zuccherata, stiamo rinunciando al momento fisiologicamente più favorevole per stimolare la ricostruzione muscolare. <br>Una buona quota proteica assunta entro una finestra ragionevole di 60 minuti post allenamento , ma comunque non ore e ore dopo può fare la differenza nel recupero, nella crescita muscolare, nella prevenzione degli infortuni e nell’adattamento all’allenamento.</p>



<p>La leucina però non si limita a partecipare al processo di costruzione muscolare. Negli ultimi anni diversi studi hanno mostrato il suo coinvolgimento anche nel metabolismo energetico: supporta l’ossidazione dei grassi, favorisce la biogenesi mitocondriale ,cioè la produzione di nuovi e più efficienti “motori cellulari”  e contribuisce alla regolazione della sensibilità insulinica. Questo significa che la leucina non è utile solo a chi vuole aumentare massa muscolare, ma anche a chi vuole migliorare la gestione dell’energia durante l’allenamento, sostenere la prestazione di resistenza, migliorare la composizione corporea o semplicemente recuperare in modo più efficace. È uno dei motivi per cui, quando seguo atleti di endurance come triatleti, ciclisti o maratoneti, la quota proteica non viene mai trascurata: l’idea che lo sport di resistenza richieda solo carboidrati è superata da tempo.</p>



<p>Il tema successivo è sempre lo stesso: quando ha senso integrare la leucina e quando, invece, è uno spreco? La risposta è meno “integratoristica” di quanto molti si aspettino. L’integrazione è utile solo quando l’alimentazione non basta. Se un atleta ha pasti disorganizzati, se non arriva al fabbisogno proteico giornaliero, se ha scarso appetito post-allenamento, se fa doppie sedute o se segue un’alimentazione vegetale che non sempre raggiunge la quota proteica per pasto, allora leucina o una proteina in polvere possono essere strumenti utili. <br>In altri casi, non servono a nulla. L’errore più comune che vedo negli sportivi che arrivano in studio è dare priorità al integratore  invece che alla composizione del piatto: prima si costruisce un’alimentazione funzionale all’allenamento, poi si valuta se esiste davvero un “buco” che l’integrazione può colmare. Nessuna sostanza, da sola, può compensare una dieta insufficiente o uno stile di vita incoerente con gli obiettivi.</p>



<p>Un’altra domanda ricorrente è se la leucina sia utile da assumere prima dell’allenamento per “bruciare grassi” o aumentare la prestazione. In realtà, gli effetti metabolici della leucina non sono immediati, ma adattativi. <br>Non è un pre-workout stimolante né un attivatore brucia-grassi da assumere appena prima della seduta. <br>Il miglior uso della leucina non è legato al “quando” ma al “come” e al “quanto”: distribuita nei pasti principali, inserita in un’alimentazione che copre il fabbisogno proteico quotidiano e inserita in un contesto di allenamento e recupero coerenti.</p>



<p>Quando lavoro con sportivi in studio a Savigliano o Marene o con chi seguo online il percorso parte sempre da una valutazione completa: non solo peso e fabbisogni, ma tipologia  di sport, intensità e frequenza degli allenamenti, eventuali patologie, uso di farmaci, qualità del sonno, digestione, disponibilità di tempo e stile di vita reale. <br>La vera differenza non la fa il prodotto scelto, ma la strategia. Un triatleta che si allena due volte al giorno avrà bisogno di un timing proteico diverso da uno sportivo che fa palestra tre volte a settimana.<br> Un adolescente che fa cinque allenamenti settimanali e salta la colazione ha necessità del tutto diverse rispetto a un adulto che vuole aumentare massa muscolare senza appesantirsi. <br>Una donna che torna ad allenarsi in menopausa ha richieste sia metaboliche che ormonali diverse da un ragazzo che vuole definire i muscoli prima dell’estate.</p>



<p>Il punto centrale è sempre lo stesso: la leucina non è un integratore da assumere “perché fa bene”, ma uno strumento che ha senso inserire solo dentro una strategia personalizzata. Il ruolo del nutrizionista sportivo non è promuovere prodotti, ma costruire le condizioni perché il corpo risponda bene al carico di allenamento, recuperi in modo efficiente e migliori nel tempo. L’integrazione, quando serve, entra alla fine, non all’inizio.</p>



<p>Se stai cercando di capire come equilibrare alimentazione, proteine, recupero e integrazione in modo serio e scientifico, posso aiutarti a farlo in modo personalizzato. Ricevo a Savigliano e a Marene, in provincia di Cuneo, e seguo anche sportivi tramite consulenza online. Non propongo soluzioni standard o prodotti da acquistare, ma percorsi costruiti su misura, basati su evidenze scientifiche, analisi individuale e obiettivi reali.</p>



<p>Se vuoi iniziare, puoi contattarmi per una consulenza. Da lì, si costruisce tutto il resto: la nutrizione, la performance, la strategia, i risultati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bibliografia</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Li H, et al. <em>Leucine Supplementation Increases SIRT1 Expression and Suppresses Insulin Resistance.</em> PLoS One. 2012. <a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3517633/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PMC</a></li>



<li>Liang C, et al. <em>Leucine Modulates Mitochondrial Biogenesis and SIRT1 in Skeletal Muscle Cells.</em> Nutrition &amp; Metabolism. 2014. <a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4220583/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PMC</a></li>



<li>Zhang L, et al. <em>Leucine Supplementation: A Novel Strategy for Modulating Lipid Metabolism and Energy Homeostasis.</em> Nutrients. 2020. <a href="https://www.mdpi.com/2072-6643/12/5/1299?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MDPI</a></li>



<li>Sun X, et al. <em>Leucine modulation of mitochondrial mass and oxygen consumption in muscle and adipocyte cells.</em> Nutrition &amp; Metabolism. 2009. <a href="https://nutritionandmetabolism.biomedcentral.com/articles/10.1186/1743-7075-6-26?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BioMed Central</a></li>



<li>“Research Progress in the Role and Mechanism of Leucine.” Frontiers in Physiology. 2023. <a href="https://www.frontiersin.org/journals/physiology/articles/10.3389/fphys.2023.1252089/full?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Frontiers</a></li>



<li>Davvero un trial su leisure: Wu S, et al. <em>Effects of dietary leucine supplementation on the hepatic …</em> Nutr Res Pract. 2017. <a href="https://e-nrp.org/pdf/10.4162/nrp.2017.11.2.121?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">e-nrp.org</a></li>



<li>Native whey study: <em>Native whey protein with high levels of leucine…</em> JISSN. 2017. <a href="https://jissn.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12970-017-0202-y?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BioMed Central</a></li>



<li>PLoS meta-analisi: <em>Effectiveness of leucine on muscle protein synthesis, lean body mass and leg lean mass accretion in older people.</em> British Journal of Nutrition. <a href="https://www.cambridge.org/core/journals/british-journal-of-nutrition/article/effectiveness-of-leucine-on-muscle-protein-synthesis-lean-body-mass-and-leg-lean-mass-accretion-in-older-people-a-systematic-review-and-metaanalysis/3EC91F121380499B37781A1E03515900?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cambridge University Press &amp; Assessment</a></li>
</ol>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Menopausa e alimentazione: come ritrovare energia e benessere con un piano personalizzato</title>
		<link>https://mariannagaglianonutrizionista.it/menopausa-e-alimentazione-come-ritrovare-energia-e-benessere-con-un-piano-personalizzato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 09:18:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://mariannagaglianonutrizionista.it/?p=44705</guid>

					<description><![CDATA[Menopausa e metabolismo lento? Scopri come alimentazione, fitoterapia e nutraceutica personalizzata possono aiutarti a ritrovare equilibrio e benessere.Cosa succede al corpo della donna in menopausa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>di Marianna Gagliano – Biologa Nutrizionista a Savigliano (CN)</strong></p>



<p></p>



<p>La menopausa segna una fase di cambiamento profondo: gli <strong>estrogeni si riducono</strong> e con loro cambiano metabolismo, distribuzione del grasso, umore e qualità del sonno.<br>Molte donne notano <strong>un rallentamento del metabolismo</strong>, una maggiore <strong>tendenza ad accumulare peso addominale</strong>, <strong>vampate</strong>, insonnia o stanchezza inspiegabile.</p>



<p>Questi fenomeni non dipendono solo dall’età, ma da <strong>meccanismi ormonali e infiammatori</strong> che si attivano in questa fase. Studi clinici (Davis et al., <em>Lancet Endocrinol</em> 2023; Fenton et al., <em>Menopause Review</em> 2021) hanno dimostrato che durante la menopausa la massa magra diminuisce mentre aumenta quella grassa viscerale, anche senza variazioni importanti di peso.</p>



<p>La buona notizia? Un approccio integrato, che unisca <strong>alimentazione personalizzata</strong>, <strong>nutraceutica e fitoterapia</strong>, e <strong>movimento regolare</strong>, può riequilibrare il corpo e migliorare il benessere in modo naturale.</p>



<p><strong>Alimentazione personalizzata: il primo passo per stare meglio</strong></p>



<p>Ogni donna è diversa: per questo una <strong>dieta su misura</strong> è fondamentale.<br>In menopausa l’obiettivo non è “mangiare meno”, ma <strong>mangiare meglio</strong>, sostenendo il metabolismo e la massa muscolare.</p>



<p>Un piano nutrizionale bilanciato aiuta a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>controllare il peso e ridurre il grasso addominale;</li>



<li>migliorare energia, digestione e sonno;</li>



<li>diminuire l’infiammazione e il rischio cardiovascolare;</li>



<li>sostenere il tono dell’umore e la lucidità mentale.</li>
</ul>



<p><strong>Gli alimenti chiave per la menopausa</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Proteine di qualità</strong> in ogni pasto (pesce, legumi, uova, tofu, tempeh).</li>



<li><strong>Verdure colorate</strong> e frutta di stagione, in particolare quelle <strong>blu-viola</strong>, ricche di antiossidanti per microcircolo e umore.</li>



<li><strong>Grassi buoni</strong> da olio EVO, noci, mandorle, semi di lino e di chia.</li>



<li><strong>Cereali integrali o in chicco</strong>, che stabilizzano la glicemia.</li>



<li><strong>Acqua e tisane</strong> per idratazione e drenaggio naturale.</li>
</ul>



<p>Un’alimentazione semplice, sostenibile e vicina alla natura è la base del benessere femminile in questa fase.</p>



<p><strong>Nutraceutica e fitoterapia: un supporto naturale e scientifico</strong></p>



<p>Quando l’alimentazione da sola non basta, la <strong>nutraceutica</strong> e la <strong>fitoterapia</strong> possono essere grandi alleate — se usate in modo personalizzato e consapevole.</p>



<p>Tra i rimedi più studiati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Isoflavoni di soia</strong>, <strong>semi di lino</strong> e <strong>trifoglio rosso</strong> per modulare vampate e sudorazione.</li>



<li><strong>Magnesio e vitamina B6</strong> per rilassamento, sonno e gestione dello stress.</li>



<li><strong>Omega-3</strong> per protezione cardiovascolare e controllo dell’infiammazione.</li>



<li><strong>Vitamina D e calcio</strong> per il benessere di ossa e muscoli.</li>



<li><strong>Salvia officinalis</strong> per le sue proprietà riequilibranti e antitraspiranti.</li>
</ul>



<p>&nbsp;Gli studi clinici (Cochrane, 2021; NAMS, 2023) mostrano che, se integrati con un piano alimentare e un corretto stile di vita, questi supporti possono ridurre i disturbi vasomotori e migliorare la qualità della vita.</p>



<p><strong>Attività fisica: la terapia che non si compra in farmacia</strong></p>



<p>Muoversi regolarmente è una vera forma di medicina preventiva.<br>L’esercizio fisico in menopausa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>stimola il metabolismo</strong>,</li>



<li><strong>rafforza ossa e muscoli</strong>,</li>



<li><strong>riduce ansia e insonnia</strong>,</li>



<li><strong>aumenta serotonina ed endorfine</strong>, migliorando l’umore.</li>
</ul>



<p>L’ideale è combinare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>attività <strong>aerobica</strong> (camminata,corsa, nuoto, bici, ballo),</li>



<li>esercizi <strong>di forza o resistenza</strong> (elastici, piccoli pesi, pilates),</li>



<li>momenti di <strong>rilassamento e stretching</strong>.</li>
</ul>



<p>Solo 30–40 minuti al giorno possono fare la differenza.</p>



<p><strong>Luce, riposo e ascolto del corpo</strong></p>



<p>Esporsi alla <strong>luce naturale</strong> aiuta la produzione di <strong>vitamina D</strong> e regola i ritmi circadiani, migliorando il sonno.<br>Un riposo di qualità e pause digestive regolari (12 ore tra cena e colazione) favoriscono equilibrio ormonale e digestione.</p>



<p><strong>&nbsp;Un approccio integrato e personalizzato</strong></p>



<p>Ogni donna vive la menopausa in modo unico.<br>Per questo il mio approccio è <strong>personalizzato</strong>, sostenibile e scientifico: unire <strong>cibo, movimento e supporti naturali</strong> significa accompagnare il corpo in questo cambiamento, invece di combatterlo.</p>



<p>L’obiettivo non è solo “dimagrire”, ma <strong>ritrovare vitalità, stabilità ormonale e serenità</strong>.<br>Una buona alimentazione, la giusta integrazione e un po’ di movimento quotidiano possono trasformare questa fase in <strong>un nuovo inizio di consapevolezza e forza.</strong></p>



<p></p>


<div id="rank-math-faq" class="rank-math-block">
<div class="rank-math-list ">
<div id="faq-question-1760604500156" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong>Posso assumere soia se ho problemi tiroidei?</strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Sì, ma con attenzione: la soia va consumata in quantità moderate e lontano dall’assunzione di tiroxina. Meglio preferire alimenti fermentati (tofu, tempeh) e parlarne con il nutrizionista o l’endocrinologo.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1760605314616" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong>È normale aumentare di peso in menopausa?</strong><br><br></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>È frequente, ma non inevitabile. Con un piano personalizzato e un po’ di attività fisica si può mantenere il peso stabile e migliorare il tono muscolare.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1760605340274" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong>Gli integratori naturali funzionano davvero?</strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Dipende dal tipo e dal contesto. Gli studi confermano l’efficacia di alcuni nutraceutici se usati nel modo corretto e sotto supervisione professionale.</p>

</div>
</div>
</div>
</div>


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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<p>Se ti riconosci in questi cambiamenti e desideri <strong>ritrovare equilibrio, energia e benessere</strong>, puoi prenotare una <strong>consulenza nutrizionale personalizzata</strong> nel mio studio di <strong>Savigliano (CN)</strong> o online.<br>Insieme costruiremo un percorso adatto a te, basato su <strong>alimentazione naturale, fitoterapia e nutraceutica su misura</strong>.</p>
</div>
</div>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong><a href="https://mariannagaglianonutrizionista.it/contatti/" data-type="page" data-id="37720">Prenota ora la tua consulenza</a></strong></p>



<p></p>


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</div>

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</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CONTARE LE CALORIE PER DIMAGRIRE E&#8217; DAVVERO EFFICACE?</title>
		<link>https://mariannagaglianonutrizionista.it/contare-le-calorie-per-dimagrire-e-davvero-efficace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 14:08:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Perdita di peso: oltre il conteggio calorico, scopri l'importanza di nutrienti, microbiota e bilancio ormonale per dimagrire in modo sano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br></p>



<p>La perdita di peso è un obiettivo comune, e uno dei metodi più seguiti per raggiungerlo è il conteggio delle calorie. Ma è davvero sufficiente per dimagrire in modo sano e duraturo? Sebbene il principio di base sembri semplice — consumare meno calorie di quelle che si bruciano — ci sono molti altri fattori che influenzano il nostro metabolismo e il processo di dimagrimento. In questo articolo, esploreremo perché il solo conteggio delle calorie potrebbe non essere la soluzione ideale e come approcciare la dieta in modo più equilibrato e consapevole.</p>



<p>### Il Bilancio Energetico: Una Base da Considerare, Non un Unico Fattore</p>



<p>Il bilancio energetico è alla base di molte diete. Il concetto è semplice: se si assumono più calorie di quante se ne bruciano, il peso aumenterà. Se, al contrario, le calorie consumate sono inferiori a quelle bruciate, si perderà peso. Tuttavia, questo modello semplificato non considera variabili importanti che influenzano il metabolismo, come il tipo di cibo consumato, la regolazione ormonale e la composizione del microbiota intestinale.</p>



<p><strong>La Qualità delle Calorie Conta</strong></p>



<p>Quando si parla di calorie, è importante capire che non tutte sono uguali. Ad esempio, 100 calorie provenienti da una fonte di grassi sani, come le mandorle, sono molto più utili per il corpo rispetto a 100 calorie di un alimento zuccherato. Le mandorle, ricche di grassi buoni e proteine, non solo contribuiscono a una sensazione di sazietà più duratura, ma forniscono anche nutrienti essenziali come vitamina E e magnesio, utili per la salute metabolica. Al contrario, gli zuccheri raffinati possono portare a rapidi picchi glicemici, seguiti da un altrettanto rapido calo di energia, che spesso stimola ulteriori attacchi di fame.</p>



<p><strong>Il Ruolo del Microbiota Intestinale</strong></p>



<p>Il microbiota intestinale, l&#8217;insieme di batteri e microrganismi che vivono nel nostro intestino, è un attore fondamentale nella gestione del peso corporeo. Questi microrganismi non solo aiutano a digerire il cibo, ma influenzano anche la risposta immunitaria e il metabolismo. Un microbiota sano favorisce l’ossidazione dei grassi e regola la produzione di ormoni legati all&#8217;appetito. Al contrario, un microbiota sbilanciato, noto come disbiosi, può favorire l’accumulo di grasso e compromettere la resistenza all&#8217;insulina, aumentando il rischio di malattie metaboliche come il diabete.</p>



<p>Le diete ricche di fibre, probiotici e prebiotici sono quelle che meglio supportano un microbiota sano, mentre le diete ricche di zuccheri e grassi saturi possono alterare l’equilibrio intestinale e influire negativamente sul nostro metabolismo.</p>



<p><strong>Composizione dei Macronutrienti e la Loro Influenza sul Metabolismo</strong></p>



<p>Il conteggio delle calorie, pur utile in alcuni casi, non tiene conto del tipo di alimenti che consumiamo. I macronutrienti — carboidrati, proteine e grassi — hanno effetti molto diversi sul nostro corpo. Per esempio, le proteine richiedono più energia per essere digerite rispetto ai carboidrati e ai grassi, e sono cruciali per mantenere la massa muscolare durante una dieta. I grassi, inoltre, sono noti per il loro effetto saziante e per il loro ruolo nel bilanciare i livelli di zucchero nel sangue.</p>



<p>Mangiare una dieta equilibrata che includa una giusta combinazione di carboidrati complessi, proteine magre e grassi sani è fondamentale per ottimizzare il metabolismo e prevenire l&#8217;accumulo di grasso. Le fonti di carboidrati sani, come cereali integrali e verdure, insieme a grassi buoni da frutta secca e oli vegetali, supportano il nostro corpo senza compromettere il bilancio energetico.</p>



<p> <strong>Il Pericolo di un Deficit Calorico Eccessivo</strong></p>



<p>Un errore comune nelle diete è ridurre drasticamente le calorie, pensando che mangiare meno porterà a una perdita di peso rapida. Tuttavia, questo approccio può essere dannoso. Un deficit calorico eccessivo può rallentare il metabolismo, ridurre la massa muscolare e portare a carenze nutrizionali. Inoltre, approcci troppo restrittivi spesso portano a un effetto &#8220;yo-yo&#8221;, dove il peso perso viene rapidamente recuperato. È importante seguire un piano alimentare che consenta una perdita di peso graduale e sostenibile, senza compromettere le funzioni vitali del corpo.</p>



<p><strong>Termogenesi Indotta dalla Dieta: Come la Digestione Influisce sul Metabolismo</strong></p>



<p>La digestione degli alimenti richiede un dispendio energetico, noto come termogenesi indotta dalla dieta (TID). La quantità di energia spesa durante la digestione varia a seconda del tipo di alimento. Le proteine, ad esempio, richiedono più energia per essere digerite rispetto ai carboidrati e ai grassi. Per questo motivo, includere fonti proteiche magre e alimenti ricchi di fibre nella dieta può aiutare a ottimizzare il dispendio energetico e migliorare la gestione del peso.</p>



<p> <strong>L&#8217;Importanza di un Approccio Completo alla Perdita di Peso</strong></p>



<p>Per ottenere risultati duraturi, è necessario adottare un approccio olistico alla perdita di peso. Concentrarsi solo sul conteggio delle calorie può far trascurare aspetti fondamentali come la qualità dei nutrienti, la salute del microbiota intestinale e l’equilibrio ormonale. Un piano nutrizionale equilibrato, che consideri tutti questi fattori, è molto più efficace di una dieta che si limita a ridurre l’apporto calorico. Inoltre, l’esercizio fisico regolare, il sonno di qualità e la gestione dello stress sono altre variabili che supportano una gestione sana del peso.</p>



<p> <strong>Considerazioni Finali</strong></p>



<p>In sintesi, il conteggio delle calorie è solo uno degli strumenti a disposizione per chi desidera perdere peso, ma non è l’unico fattore determinante. La qualità degli alimenti, l&#8217;equilibrio tra i macronutrienti, la salute del microbiota intestinale e il corretto funzionamento ormonale sono tutti aspetti che influiscono sul metabolismo e sulla perdita di peso. Un approccio nutrizionale equilibrato, basato su alimenti sani e ben bilanciati, è la chiave per raggiungere e mantenere il peso desiderato in modo sicuro e duraturo.</p>



<p>Se desideri scoprire come un piano alimentare personalizzato può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di salute e benessere, con il mio aiuto potrai ottenere un piano nutrizionale che risponda alle tue specifiche esigenze. Con il mio approccio, che considera ogni aspetto del tuo metabolismo e benessere, lavoreremo insieme per ottimizzare il tuo percorso di dimagrimento e migliorare la tua salute complessiva.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>5 segnali che indicano che la tua alimentazione è disordinata</title>
		<link>https://mariannagaglianonutrizionista.it/5-segnali-che-indicano-che-la-tua-alimentazione-e-disordinata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2024 09:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://theme-dev.cmsmasters.net/church-main/four-things-our-church-should-still-focus-on/</guid>

					<description><![CDATA[Hai mai pensato che la tua alimentazione potrebbe non essere equilibrata? Scopri come riconoscere i segnali di un rapporto disordinato con il cibo e ritrovare il benessere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1401" class="elementor elementor-1401">
				<div class="elementor-element elementor-element-ad47f6b e-flex e-con-boxed cmsmasters-block-default e-con e-parent" data-id="ad47f6b" data-element_type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-0de3809 cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="0de3809" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p data-pm-slice="1 1 []">Oggi parliamo di un tema che mi sta molto a cuore: l’importanza di riconoscere quando la tua alimentazione non è equilibrata. Spesso ci accorgiamo che qualcosa non va, ma non sempre sappiamo dare un nome al problema. Ecco cinque segnali che possono aiutarti a capire se è il momento di rivedere le tue abitudini alimentari.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-6be3699 cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="6be3699" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">1. Salti frequentemente i pasti</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-5d3c525 cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="5d3c525" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p data-pm-slice="1 1 []">Quante volte ti capita di saltare la colazione o pranzare di fretta, magari con uno snack al volo? Saltare i pasti può sembrare una soluzione pratica quando hai una giornata piena, ma il tuo corpo ne risente. Questo comportamento porta spesso a cali di energia, irritabilità e, soprattutto, abbuffate nei momenti meno opportuni.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-cd23444 cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="cd23444" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">2. Hai fame nervosa o mangi per emozione</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-638435b cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="638435b" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p data-pm-slice="1 1 []">Ti ritrovi spesso ad aprire il frigorifero quando sei stressato, triste o annoiato? Questo è un chiaro segnale di fame emotiva, che non ha nulla a che fare con il bisogno fisico di cibo. Mangiare per placare le emozioni è una strategia che nel lungo termine può portare a squilibri nutrizionali e sensi di colpa.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-07d326f cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="07d326f" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">3. Consumi troppi cibi confezionati o poco freschi</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-f43c001 cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="f43c001" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p data-pm-slice="1 1 []">Se il tuo carrello della spesa è sempre pieno di prodotti confezionati e pronti da mangiare, potresti avere un’alimentazione squilibrata. Questi alimenti, sebbene pratici, sono spesso ricchi di zuccheri, grassi saturi e conservanti, ma poveri di nutrienti essenziali. Il corpo ha bisogno di alimenti freschi e vari per funzionare al meglio.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-fcb55be cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="fcb55be" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">4. Non ascolti il tuo corpo</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-227b695 cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="227b695" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p data-pm-slice="1 1 []">Spesso mangiamo senza prestare attenzione ai segnali che il corpo ci manda. Ti capita di mangiare anche quando non hai fame o di ignorare la sensazione di sazietà? Questo può portare a mangiare più del necessario, causando gonfiore e malessere.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-aea5dfb cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="aea5dfb" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">5. Hai cambiamenti frequenti di peso</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-ec8d053 cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="ec8d053" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p data-pm-slice="1 1 []">Se il tuo peso varia molto in poco tempo, è un segnale che qualcosa nella tua alimentazione non è in equilibrio. Questi sbalzi possono essere il risultato di diete troppo restrittive seguite da periodi di abbuffate o di un rapporto conflittuale con il cibo.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-5d646ae cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="5d646ae" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cambiamo insieme</h2>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-00e5b5b cmsmasters-block-default cmsmasters-sticky-default elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="00e5b5b" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p data-pm-slice="1 1 []">Se ti ritrovi in uno o più di questi punti, non preoccuparti: non sei solo. Il primo passo per migliorare la tua alimentazione è riconoscere che c’è un problema. Il secondo è chiedere supporto a un professionista. Nel mio studio lavoro con persone che, come te, vogliono ritrovare un rapporto sereno e sano con il cibo.</p><p>Ti aiuterò a costruire un percorso personalizzato basato sulle tue esigenze e sul tuo stile di vita. Ricorda: una buona alimentazione non è fatta di rinunce, ma di equilibrio.</p><p>Se vuoi saperne di più o prenotare una consulenza, non esitare a contattarmi. Insieme possiamo fare la differenza!</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come creare piani settimanali per la tua alimentazione</title>
		<link>https://mariannagaglianonutrizionista.it/come-creare-piani-settimanali-per-la-tua-alimentazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 08:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://theme-dev.cmsmasters.net/church-main/i-ruined-my-lifeis-there-hope-for-me/</guid>

					<description><![CDATA[Pianificare i pasti settimanali è fondamentale per seguire un'alimentazione sana, ridurre lo stress e fare scelte consapevoli, investendo nel proprio benessere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1398" class="elementor elementor-1398">
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									<p>Pianificare i pasti settimanali è una strategia fondamentale per chi desidera seguire un&#8217;alimentazione sana e bilanciata. Organizzare il menu della settimana non solo aiuta a mantenere la disciplina alimentare, ma contribuisce anche a ridurre lo stress legato alla preparazione dei pasti. In questo articolo, condividerò alcuni consigli pratici su come creare piani settimanali efficaci per la tua alimentazione.</p>								</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Perché pianificare?</h3>				</div>
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									<p>La pianificazione dei pasti offre numerosi vantaggi. In primo luogo, permette di <strong>scegliere alimenti sani</strong> e di evitare le tentazioni di cibi poco salutari. Quando sappiamo in anticipo cosa mangiare, possiamo preparare pasti nutrienti che soddisfano le nostre esigenze nutrizionali. Questo non solo aiuta a mantenere il peso sotto controllo, ma promuove anche una dieta equilibrata e ricca di nutrienti.</p><p>In secondo luogo, pianificare i pasti può <strong>far risparmiare tempo e denaro</strong>. Fare la spesa una volta alla settimana, acquistando solo gli ingredienti necessari per i piatti programmati, riduce gli sprechi alimentari e il tempo trascorso in cucina. Inoltre, avere tutto pronto in frigorifero ci permette di evitare il ricorso al cibo da asporto nei momenti di maggiore stanchezza.</p>								</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come creare un piano settimanale</h3>				</div>
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									<p>Ecco alcuni passaggi che trovo utili per organizzare un piano alimentare settimanale:</p><ol class="marker:text-textOff list-decimal pl-8"><li><strong>Stabilisci i Pasti</strong>: Inizia a decidere cosa cucinare per ogni giorno della settimana. È utile avere un&#8217;idea chiara di quali piatti preparare a pranzo e cena.</li><li><strong>Varietà e Semplicità</strong>: Cerca di includere una varietà di alimenti e piatti per non annoiarti. Puoi anche apportare piccole variazioni alle ricette per accontentare i diversi gusti in famiglia.</li><li><strong>Lista della Spesa</strong>: Una volta definiti i piatti, stilare una lista dettagliata degli ingredienti necessari è fondamentale. Questo ti aiuterà a fare acquisti mirati e a non dimenticare nulla.</li><li><strong>Preparazioni Anticipate</strong>: Dedica del tempo nel weekend per preparare alcuni piatti o ingredienti in anticipo. Ad esempio, puoi cuocere legumi o verdure da utilizzare durante la settimana.</li><li><strong>Organizzazione dei Pasti</strong>: Infine, organizza i pasti giornalieri in base alla data di scadenza degli alimenti. In questo modo, eviterai sprechi e garantirai freschezza nei tuoi piatti.</li></ol>								</div>
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									<p>Pianificare i pasti settimanali è un passo fondamentale verso una vita sana e organizzata. Non solo ti aiuta a mantenere il controllo sulla tua alimentazione, ma rende anche la preparazione dei pasti più semplice e meno stressante. Se hai bisogno di supporto nella creazione del tuo piano alimentare personalizzato, non esitare a contattarmi!</p>								</div>
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